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Don Chisciotte contro le pale eoliche

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Senza scomodare troppo l’hidalgo di Cervantes se non con un banale gioco di parole, la questione delle pale eoliche è davvero delicata e va trattata con molta attenzione

L’altro giorno al mercato “El Rastro” di Madrid ho comprato una fantastica/trash t-shirt con un’ immagine simile a quella di cui sopra. L’ho comprata per diversi motivi. Il primo (più impegnato) perchè ogni tanto è utile sentirsi un po’ “ingenuo sognatore” come il Don del romanzo; il secondo per soddisfare la mia voglia di fare satira un po’ qualunquista e banalmente anticonformista.

Siccome non sono in grado di parlare di letteratura in modo articolato, credibile e in un italiano scorrevole, vado direttamente a snocciolare (…non vedevo l’ora di usare questa parola…) il secondo motivo.

In un’ Italia che deve fare i conti con la necessità di rivedere il proprio programma energetico, l’eolico rappresenta una delle fonti che maggiormente è presa in considerazione per soddisfare parte del fabbisogno del popolo italiano. Negli ultimi 25 anni più o meno, abbiamo visto spuntare come funghi (soprattutto nel Sud Italia) questi mega-ventilatori di 90 metri su qualasiasi collina su cui spirava un leggero alito di vento. Quanto riescono a coprire? Poco più del 6% del consumo energetico italiano [1].

La Lucania è una delle Regioni che ha visto il maggior incremento negli ultimi anni di questi impianti; ma una volta quasi terminato lo spazio a disposizione, si è deciso di porre rimedio [cioè… ci si sta provando]. Qualche “illuminato” si è accorto con un po’ di ritardo [as usual in Lucania/Sud Italia] che l’impatto è notevole, quindi per salvaguardare una delle poche cose che tutti ci invidiano (il paesaggio), la Regione andrà a definire nel dettaglio quali sono le aree potenzialmente utilizzabili per l’impianto di nuove pale.

Inoltre sono sicuro che il nuovo dirigente della Società Energetica Lucana saprà gestire al meglio la situazione… [frecciatina]

Senza esprimere opinioni sul fatto che sia giusta o sbagliata questa o quella strategia, se è meglio l’eolico del petrolio o sul fatto che questa o quella cosa è più sacrificabile dell’altra, vorrei proporvi un po’ di dati e di mappe sugli impianti eolici di grande generazione in esercizio in Lucania e sul loro impatto visivo sul paesaggio. La prima parte è per i non addetti ai lavori; la seconda parte (in cui spiego cosa ho combinato) è per i più curiosi, tecnici, GISsisti, ingegneri, architetti etc. etc…

Senza ulteriori giri di parole, queste pale eoliche rappresentano (dal mio punto di vista) un bel pugno negli occhi e non si riesce ancora bene a capire quali siano i benefici tangibili per i territori interessati. Si farà del bene all’umanità ma penso sia legittimo chiedere quali siano le compensazioni ambientali [oltre ai quattro spiccioli delle royalties e la piantumazione di pseudo-boschi] successive a questi mega impianti.

Ho approfittato degli open data [2], cioè quelli certificati e liberamente utilizzabili, prodotti dalla Regione Basilicata [per inciso, il Geoportale Lucano è uno dei più accessibili, completi ed innovativi in Italia] per produrre alcune mappe ed alcuni dati in modo tale da avere un quadro della situazione più chiaro ed oggettivo così da poter iniziare una discussione attenta e di dettaglio.

  • 550 impianti eolici di grande generazione (pale);
  • Potenza variabile dai 0.66 MW ai 3.5 MW;
  • 34 su 131 comuni interessati ;
  • I comuni con più impianti eolici sono Melfi, Palazzo San Gervasio, Forenza e Montemurro.

    Una questione importante a livello paesaggistico, è l’impatto visivo. Grazie a dati e tecniche geospaziali [non c’entrano niente le navicelle spaziali ma solamente software e tools per la gestione di informazioni di tipo geografico] è possibile individuare le aree del territorio lucano da cui è possibile vedere le pale eoliche. Il dettaglio delle tecniche per gli addetti ai lavori è in fondo all’articolo ma il concetto di base è abbastanza semplice. Infatti la mappa in basso mostra questo: in pratica se voi vi recate in una delle aree colorate, potreste vedere delle pale eoliche. Quante? In basa al colore potreste vederne da 1 ad un massimo di 30. Inoltre il mini-eolico (cioè pala inferiore a 30 metri) non è stato considerato in quanto il dato non è disponibile sul geoportale.

    Attenzione però! Ho scritto “potreste” perchè parliamo di visibilità teorica [inoltre è stata considerata anche una distanza minima di visibilità], cioè senza cosiderare le condizioni atmosferiche e senza considerate ostacoli visivi diversi dalla semplice morfologia del territorio. Cioè se vi trovate in un bosco o c’è nebbia e foschia ovviamente la visibilità va a farsi friggere!

    Un dato che emerge da un punto di vista geostatistico è questo:

    • dal 11.5 % del territorio lucano è possibile vedere almeno una pala eolica.

    Per chi vuole fare turismo eolico ed apprezzare come “girano le pale”, di seguito troverete due screenshots delle aree da cui se ne vedono di più. Ecco spuntare anche il mio paese Natale [Pietragalla]

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    DETTAGLI TECNICI

    L’approccio generale è “open”, sia per quando riguarda i dati che per quanto riguarda il software [QGIS 3.10.2].

    I dati utilizzati sono quelli forniti dal Geoportale della Regione Basilicata sotto licenza IODL 2.0. Dal Catalogo Dati [2] è possibile ricavare tutti i metadati relativi al DTM (risoluzione del pixel a 5 metri) e lo shapefile puntuale degli impianti eolici.

    La Viewshed analysis è stata effettuata attraverso lo specifico plug-in di QGIS [3] e sulla base dei seguenti parametri di base:

    • Shape puntale degli impianti eolici geolocalizzati;
    • Il “raggio di analisi” scelto [massima distanza in metri per il test di visibilità] è di 5 km. È il valore di default (modificabile) del plugin ma per una più dettagliata analisi dovrebbe variare in base all’altezza delle pale [4] e quindi calcolata per ognuna di esse[5]. Quindi l’indagine effettuata potrebbe essere sottostimata;
    • Come “altezza dell’osservatore” media è stata indicata 1,70 metri;
    • L’altezza del target è stata ricavata dal relativo attributo dello shapefile relativo all’altezza di ogni singolo impianto;
    • E’ stata considerata anche la curvatura atmosferica e la rifrazione con un coefficiente di 0.13;
    • E’ stato impostato come output un raster binario (visibile/non visibile) cumulando i diversi risultati intermedi impianto per impianto.

 

Autore: Giuseppe Cillis

Materiale fotografico Giuseppe Cillis

[1] https://rienergia.staffettaonline.com/articolo/33215/L%E2%80%99eolico+in+Italia+spiegato+bene.+Quanto+%C3%A8,+chi+lo+fa+e+perch%C3%A9+ha+un+futuro/Barbetti+

[2] http://rsdi.regione.basilicata.it/Catalogo/srv/ita/search?hl=ita

[3] Advanced viewshed analysis: a Quantum GIS plug-in for the analysis of visual landscapes by Zoran Čučković in The Journal of Open Source Software 4(1). doi: 10.21105/joss.00032

[4] https://books.google.pt/books?id=wouICwAAQBAJ&pg=PA43&lpg=PA43&dq=a+che+distanza+%C3%A8+visibile+una+pala+eolica&source=bl&ots=IS5yIgA1tB&sig=ACfU3U3gMeXPKaV30AcFIt2R6BUFoVVmLA&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwi6tv-NoLrnAhWRURUIHW8WAgUQ6AEwBHoECAkQAQ#v=onepage&q=a%20che%20distanza%20%C3%A8%20visibile%20una%20pala%20eolica&f=false

[5] http://www.stevesque.com/

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