Donato Pafundi, in arte “Mfej”: L’orchestra di un uomo solo che Pietragalla non deve dimenticare affinché si affermino due principi fondamentali:
– Principio meritocratico
– Parità di dignità per tutti, perché nessuno nasce da un dio minore.
Esiste una forma di aristocrazia che non si eredita col sangue, ma si conquista col fiato: quello soffiato dentro un ottone o un legno per decenni. A Pietragalla, questa nobiltà aveva un nome e un soprannome: Donato Pafundi, per tutti “Mfej”. Un uomo che non si è limitato a suonare la musica, ma l’ha letteralmente seminata, trasformando generazioni di ragazzi in musicisti e garantendo per tantissimi anni la sopravvivenza della banda di Pietragalla, vero e proprio polmone culturale del paese. Eppure, a oggi, il toponimo di Pietragalla resta muto nei suoi confronti. Nessuna via, nessuna piazza, nessun vicolo porta il suo nome. Perché ???
Se seguiamo il principio meritocratico, l’intitolazione di una strada non dovrebbe essere un premio alla carriera politica o un atto di cortesia burocratica, ma il riconoscimento di un impatto sociale tangibile. “Mfej” non era solo un polistrumentista virtuoso capace di passare da uno spartito all’altro con la naturalezza dei grandi maestri; era un’istituzione educativa vivente. La sua casa, dove esercitava umilmente l’attività di calzolaio era un luogo di ritrovo per molti giovani strappati dalla strada e dove venivano trasmessi non solo i valori della disciplina musicale ma anche quelli morali, insomma “Natucc’ Mfej è stato per molti ragazzi come un secondo padre. Ebbene, se il merito si misura nell’eredità lasciata agli altri, Donato Pafundi è un gigante che cammina ancora tra noi attraverso le note di chi ha istruito.
Sorge un dubbio, espresso con un velo di amaro sarcasmo: forse che l’arte popolare e la dedizione al proprio borgo siano figlie di un “Dio minore”? È inaccettabile pensare che un artista che ha tenuto in vita la tradizione bandistica, il cuore battente di ogni comunità, debba finire nel dimenticatoio solo perché la sua opera non ha calcato “prestigiosi” palcoscenici. Donato Pafundi non rappresenta una figura di serie B; tutt’altro…. è stato umilmente il custode di un’identità che, senza di lui, sarebbe sbiadita molto tempo fa.
“La memoria di un uomo si misura dai passi che gli altri compiono seguendo la sua strada. Forse è arrivato il momento che quella strada abbia finalmente un nome.”
Chiedere una via per “Mfej” non è un capriccio nostalgico ma una richiesta di giustizia morale e culturale per una intera comunità. È un atto di giustizia verso chi ha creduto che anche in un piccolo centro si potesse fare cultura alta e accessibile a tutti. Ignorare questa figura significa trasmettere alle nuove generazioni il messaggio che il sacrificio e il talento locale contino meno della visibilità mediatica fine a se stessa. Pietragalla ha il dovere morale di riconoscere il suo maestro perché nessuno nasce da un Dio minore, e la musica di Donato Pafundi merita di riecheggiare nell’eternità.

















