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Palmenti di Pietragalla

  • Parco dei palmenti – Pietragalla

Il Parco dei Palmenti di Pietragalla simbolo della civiltà contadina: l’architettura rupestre lucana tra arte e ingegno.

Uniche e originali forme di architettura rupestre capaci di suggerire scenari e atmosfere fiabesche. Realizzati in pietra e disposti su diverse quote, formano una composizione armonica in grado di fornire un colpo d’occhio che suscita interesse e curiosita’ soprattutto verso chi li osserva per la prima volta. Queste grotte costruite intorno al 1300, al loro interno sono dotate di vasche ricavate nella roccia tufacea,per la lavorazione e la fermentazione dell’uva (palmenti). All’entrata di Pietragalla, nella zona est, si trova un borgo vinicolo formato da costruzioni di architettura rupestre: i PALMENTI. Essi furono costruiti dai francesi della Provenza, dove esistono simili costruzioni, durante la loro occupazione della Puglia e degli Abruzzi dal 1528 al 1798, cioè quando fu proclamata la Repubblica Partenopea e la distruzione della flotta francese da parte di Nelson.

Il nome “Palmenti” è secondo alcuni appunto d’origine francese “Balmetti” dal ligure “Balma”, che significava incavatura; secondo altri deriva dal latino “Paumentum”, l’atto del pigiare, del battere, da cui deriva il termine pavimento. Questo borgo è costituto da un raggruppamento di grotte scavate nel tufo al cui interno sono stati ricavati sia la vasca per la pigiatura dell’uva che il vascone per la fermentazione del mosto. Queste costruzioni sono in gran parte interrate e l’elemento emergente su cui è realizzato l’accesso costituisce la facciata esterna.

Il palmento è generalmente costituito da un piccolo spazio d’ingresso con una vasca per la pigiatura dell’uva e in comunicazione con un mascone più grande e più profondo per la fermentazione del mosto, a cui si accede mediante una ripida scaletta, per spillare il vino e trasportarlo nelle cantine, l’aerazione è assicurata dall’uscio. Alcuni hanno la volta a botte (che era usata anche per costruire le cloache romane), sulla quale è stata messa della terra per bloccare le spinte verso l’alto. La struttura dei Palmenti si basa su un importante principio della statica, che è quello della distribuzione uniforme di tutte le spinte (i pesi), che si scompongono in orizzontali e verticali, questa ultime sono contrastate e azzerate dalle controspinte causate dal suolo, mentre le prime, per essere annullate, necessitano di un apparato murario robusto e continuo. Come tante altre arcaiche rurali non si sono sottratti al principio d’economia costruttiva, infatti sono stati utilizzati i materiali presenti nell’ambiente circostante: pietre di fiume per l’alzata esterna e sabbia per l’intonaco.I Palmenti sono stati utilizzati fino agli anni sessanta, assicurando la vinificazione per la quasi totalità dell’uva di Pietragalla. 

  • Come raggiungere l’itinerario

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