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Cattedrale di Acerenza

  • LA CATTEDRALE DI ACERENZA

Dedicata a Santa Maria Assunta e San Canio è considerato il monumento più romanico di tutta l’area mediterranea.

La cattedrale, molto simile all’abbazia di Cluney in Francia, fu iniziata nel 1059. La costruzione di questo maestoso tempio di così grande valore religioso, storico e artistico è legato alle vicende che hanno portato Sicone, Gastaldo di Acerenza, alla sua proclamazione di Duca di Benevento, 817 d.C. e quindi alla venuta dei Normanni nell’Italia Meridionale nelle figure di Roberto il Giuscardo Duca di Puglia e Calabria e dell’arcivescovo metropolita Arnaldo.Fu costruita con arenaria locale sui resti di una chiesa paleocristiana a sua volta eretta sul luogo dove sorgeva un tempio pagano dedicato ad Ercole Acheruntino.La costruzione ha un impianto a croce latina con tre navate con copertura a tetto con capriate. Il presbiterio è sopraelevato di circa due metri rispetto al livello della chiesa, transetto e abside sono coperti da volte a crociera.

 
Sotto il presbiterio vi è una cripta rinascimentale costruita nel 1524 per volere della famiglia Ferrillo. La facciata si distingue per il suo grande rosone e per il portale con una cornice interamente scolpita e su questa un arco sorretto da due colonnine complete di capitello che poggiano su due gruppi scultorei raffiguranti esseri umani. La cattedrale al suo interno presenta opere importanti e di gran pregio come il polittico raffigurante la Madonna del Rosario e i Quindici Misteri e SS. Domenico e Tommaso e gli affreschi del Todisco. Il campanile eretto nell’ anno 1500 si caratterizza per la sua imponenza e sicaratterizza per l’inserimento di parti di sarcofago di epoca romana. Vi è una curiosità tra i tanti segreti di questa cattedrale:pare che una reliquia del santo patrono di Acerenza (San Canio), custodito nel sarcofago della cripta e precisamente il bastone si sia più volte spostato. Misterioso anche il prodigio della “santa manna”, un liquido che specialmente in occasione della festa del santo, fuoriusciva dal sarcofago.

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