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Vuota 1 poltrona su 2 in cinema e teatri, l’allarme dell’Unione europea delle cooperative (Ue.Coop)

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Nell’ultimo anno di pandemia il settore dello spettacolo, dai cinema ai teatri, dai concerti alle discoteche, rispetto ai livelli pre-pandemia ha perso oltre il 50% degli ingressi, che in alcuni casi sono stati addirittura azzerati con un impatto devastante su fatturato e occupazione. E’ l’allarme dell’Unione europea delle cooperative (Ue.Coop) in riferimento alla notizia del nuovo decreto di aiuti per un settore in crisi che vale oltre 320mila posti di lavoro messi nuovamente a rischio dalla ripresa dei contagi per la variante Omicron dopo un 2021 che non ha permesso di recuperare il terreno perso a causa del virus. Una situazione drammatica per un settore con più di 45mila giovani fra i 25 e i 29 anni e le donne che – sottolinea Ue.Coop – rappresentano oltre 4 addetti su 10 (42,5%). Il problema dei lavoratori dello spettacolo non riguarda ovviamente i professionisti già affermati ma colpisce – evidenzia Ue.Coop – tutti gli altri operatori che, nel 2019, avevano una retribuzione media di appena 10.664 euro, con meno di 1 giornata di lavoro su 3. Secondo l’Osservatorio Gestione Lavoratori dello Spettacolo dell’INPS, fra il 2019 e il 2020 più di 1 lavoratore del settore su 5 (21%) ha lasciato il mestiere e, in Basilicata, dove la Regione ha da poco intrapreso un percorso per giungere alla presentazione del Testo unico della Cultura e del Piano triennale 2022/2024, i lavoratori nell’anno 2020 sono stati poco più di 900. Oltre alle limitazioni per la sicurezza sanitaria – evidenzia Ue.Coop – sulla ripresa del settore pesa anche l’effetto psicologico dei timori generati dall’impennata dei contagi che riduce ancora di più la quota di ingressi in teatri, cinema o anche solo nei locali in cui prima della pandemia si organizzavano spettacoli o laboratori in collaborazione con le scuole o con i Comuni. Siamo di fronte a una crisi senza precedenti che non potrà essere riassorbita in tempi brevi per questo – afferma Uecoop – servono aiuti strutturali a lavoratori e aziende da erogare anche rapidamente. In questo senso – conclude Uecoop – è anche importante il via all’assegno di disoccupazione (Alas) destinato ai lavoratori autonomi per la disoccupazione involontaria nei casi di interruzione del rapporto a decorrere dal 1° gennaio 2022.

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